Riccardo Todeschini

Ho avuto la fortuna di incontrare l’artista Riccardo Todeschini in occasione della mostra al Museo d’Arte e Scienza di Milano nel 2012, per poi ri-incontrarlo nello stesso autorevole spazio museale appena due anni più tardi, uno spazio temporale che però mi ha consentito di poter apprezzare l’evoluzione di un percorso espressivo in costante crescita qualitativa.

Riccardo Todeschini 3Affrontando dunque l’aspetto relativo al repertorio pittorico dell’artista, si manifesta una ricerca sempre più rigorosa dell’espressione geometrica guidata da una libertà creativa particolarmente libera, in quanto non legata e obbediente ad alcun clichè grafico noto.

All’interno del percorso artistico di Todeschini si fondono stili e coscienze espressive che appartengono alla storia dell’arte e con essa crea un sottile e intrigante fil-rouge, benché il risultato finale di ogni sua opera rifugge all’eventuale tentazione di rinchiudere il suo estro creativo entro mura stilistiche forzate. Riccardo Todeschini è dunque un uomo e un artista “libero” da ogni costrizione creativa e intellettuale, la sua maggior libertà nasce dalla propria anima attraverso la quale si confronta nell’atto in cui il germoglio di una nuova opera sta per prendere vita.

Le linee di Todeschini si alternano alle tonalità e creano forme che dialogano sulla tela con gli spazi bianchi, regalando allo spettatore l’impressione di una danza astratta in cui la profondità appare come elemento ritmico dell’opera stessa.

E’ così che le geometrie e l’astrattismo dell’artista appaiono come una liberazione espressiva della realtà pur mantenendo inalterato e sospeso nel tempo il nucleo poetico nascosto tra i contrasti delle forme e dei colori.

La sintesi espressa da Riccarto Todeschini con le sue linee è sinonimo di “pulizia” e rigore creativo ridotto all’essenza, alla verità e non è da confondersi con l’apparente semplicismo che appartiene ad un mondo assai distante dal vedere e dal sentire dell’artista, quello della superficialità.

Riccardo Todeschini 2L’artista è cosciente del significato anche simbolico di ogni colore, applica infatti una grande attenzione nella scelta delle tonalità da utilizzare proprio perché gran conoscitore degli insegnamenti espressi da Wassily Kandinsky[1] sulla teoria cromatica e sulla “necessità interiore”.

Tonalità, luminosità, saturazione sono elementi naturali che ormai appartengono di diritto ai codici del linguaggio artistico utilizzato quotidianamente da Todeschini nell’atto della “creazione”.

Il ritmo visivo percepito osservando le opere dell’artista è determinato dai contrasti dall’alternanza tra i colori come insegnato ampiamente da Johannes Itten[2] nell’opera letteraria “l’arte del colore”.

Così come Itten insegnò alla scuola Bauhaus[3] la teoria del colore, Paul Klee[4] nella stessa istituzione approfondì gli studi e si rivelò un grande innovatore dell’uso della linea e del ritmo espresso nelle sue opere, un processo di astrazione e semplificazione che giunge poi all’estrema sintesi, concretizzando uno stile che diverrà celebre in tutto il mondo.

L’espressività di Riccardo Todeschini contiene anche tutto ciò, le linee marcate che separano forme e tonalità, geometrie e sfondo, sono scelte stilistiche importanti che determinano la “maturità artistica” ormai ampiamente raggiunta.

La bellezza è il punto di riferimento centrale sul quale l’artista lavora incessantemente, perfettamente conscio dell’esistenza di una bellezza esteriore e interiore, come sull’esperienza quotidiana pervasa sempre di più su un’esteticità seduttiva che induce al consumo e concentrata spesso solo sull’aspetto superficiale. Riccardo Todeschini si esprime attraverso il linguaggio della sua particolarissima sensibilità creativa, lasciando ampi spazi all’immaginazione e all’emozione personale di coloro i quali si affacciano alle sue opere.

Il viaggio nell’affascinante mondo geometrico dell’artista può essere interpretato anche come metafora della sua vita creativa, improntata sulla costante evoluzione del linguaggio, un moto continuo particolarmente incoraggiante che alimenta il suo estro espressivo e coinvolge chi ha il piacere di conoscerlo e frequentarlo.

Riccardo Todeschini è sempre “in cammino” in lotta costante con il desiderio di bellezza che risiede dentro di sé, in linea con quanto espresso da Berthold Brecht[5] “Ci sono uomini che lottano un giorno, e sono bravi. Ci sono uomini che lottano un anno, e sono bravi. Ci sono uomini che lottano molti anni e sono ancora più bravi. Ci sono, però, quelli che lottano tutta la vita; di essi non si può farne a meno”, ed è proprio così, perché di artisti che mettono dentro le opere tutta la loro anima e passione ce n’è sempre più  bisogno e questi son tempi in cui, parafrasando Frèdèric Ozanam[6], “c’è molto da fare e da lottare”, soprattutto se è  per una buona causa come quella dell’ARTE.

 

A cura di Alberto Moioli

 

 

[1] Василий Васильевич Кандинский, universalmente conosciuto come Wassily Kandinsky, celebre pittore russo e teorizzatore dell’arte astratta anche attraverso il famoso  libro “Lo spirituale dell’arte” del 1912 nel quale si accenna alla “necessità interiore” e alle teorie dei colori.

[2] Johannes Itten (1888- 1927) fu un artista svizzero che frequentò e insegnò alla scuola Bauhaus, fu designer e pittore ma soprattutto un importante teorico del colore. Scrisse “Arte del colore. Esperienza soggettiva e conoscenza oggettiva come vie per l’arte”, Milano, Il Saggiatore, 1965

[3] La scuola Bauhaus di Weimar in Germania fu fondata da Walter Gropius, il cui nome completo era Staatliches Bauhaus, si insegnava architettura, arte e design dal 1919 al 1933 spostandosi in diverse sedi.  Insegnarono Paul Klee, Kandinsky, Oscar Schlemmer, László Moholy-Nagy e molti altri grandi rappresentanti dell’arte contemporanea.

 

[4] Paul Klee (1879 – 1940) grande pittore tedesco nato in terra elvetica, musicista, pittore e poeta dalla grande personalità espressiva.

[5]  Eugen Berthold Friedrich Brecht (1898 – 1956), drammaturgo, poeta e regista tedesco.

[6] Frèdèric Ozanam (1813 -1853), beatificato da Giovanni Paolo II nel 1997, fu storio e apologista cattolico.

 

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